Nascita e respiro

Esiste una relazione tra nascita e respiro?

Nella nostra società moderna nessuno, o quasi, ha mai ricevuto un insegnamento su come respirare adeguatamente. Nelle scuole non è previsto un insegnamento del genere, esiste l’educazione fisica certo, ma non si lavora in maniera mirata e specifica sul respiro (tranne in qualche caso). Spesso i genitori non danno dei fondamenti sulla respirazione ai propri figli, forse perché neanche loro hanno ricevuto un’educazione in questa direzione, o forse perché  semplicemente si pensa che tanto è una cosa automatica e vien da sé, infatti se parliamo di sopravvivenza è così, ma qui parliamo anche di qualcosa in più.

Cerchiamo di ricordare quando e come abbiamo iniziato, o meglio, imparato a respirare…

Esatto! Durante la nostra nascita! Ci siamo mai soffermati a pensare alla nostra nascita? A come quest’evento può aver influenzato la nostra vita? Come siamo nati? Cosa sappiamo della nostra nascita? Cosa ci hanno raccontato? Quante domande!

Beh, ognuno ha un po’ la sua storia personale ma alcune cose accomunano tutti. Dopo nove mesi trascorsi nella pancia della mamma, un bel giorno tutto un sistema fisiologico si è messo in moto per farci uscire da quel meraviglioso paradiso, è importante ricordarsi che in quei mesi un organo di connessione tra la mamma e il bambino (la placenta) ci ha tenuti in vita, sostituendo alcuni dei nostri organi, i reni, il fegato ed i polmoni (questi ultimi, in particolare si sono formati verso la fine della gravidanza). A seconda della scelta dei nostri genitori su dove e come farci nascere, il giorno in cui siamo venuti al mondo possono essere successe cose diverse…

Primo modo
Appena nati, chi ci ha accolti può aver chiuso e reciso immediatamente il cordone ombelicale, questo gesto può avere diverse conseguenze, vediamone alcune:

Intanto rappresenta la chiusura improvvisa dell’unico canale attraverso il quale ci sono arrivati nutrimento ed ossigeno per 9 mesi, costringendoci così a respirare subito attraverso i polmoni (che, ricordiamo, sono stati pieni di liquido amniotico per tutta la gravidanza). I polmoni, una volta svuotati, percepiscono il contatto con l’ossigeno dei primi respiri come un forte bruciore. Tuttavia non possiamo smettere di respirare anche se è doloroso, perché dal cordone non arriva, ahimè, più niente.

Un’altra conseguenza dell’immediato taglio del cordone, poco nota ai più, è che circa il 30% del sangue del bambino rimane nella placenta, in quanto non viene dato il tempo di farlo defluire fino al corpo. Come ci sentiremmo noi se venissimo privati ora del 30% del nostro sangue (circa 1,5 litri)?

Questi sono solo due dei diversi fattori che possono trasformare la nascita in un evento davvero poco piacevole per il nuovo arrivato, di cui non abbiamo memoria cosciente certo, ma di cui rimane traccia nel nostro inconscio e che può rappresentare il punto iniziale di una serie di disequilibri nella naturale capacità di respirare in maniera armoniosa e piena, e non solo in quella…

Cosa fare se siamo nati in questo modo?

Secondo modo
Il luogo della nostra nascita è quieto e tranquillo, la luce è soffusa (per non infastidire gli occhi con luci forti), le persone parlano poco e sottovoce (per non infastidire un udito sensibile, abituato finora a sentire tutti i rumori ovattati e attutiti dall’acqua), i nostri tempi fisiologici e quelli di mamma vengono rispettati, c’è un’atmosfera di sacralità e di rispetto della nascita, una volta che siamo venuti al mondo il cordone non viene chiuso e reciso immediatamente, si attende che smetta di pulsare e che il sangue defluisca naturalmente dalla placenta fino a noi (ci vogliono circa 20 minuti), nel frattempo sperimentiamo il nostro respiro (che è comunque un esperienza molto intensa!) e tra un respiro e l’altro, se vogliamo, possiamo stare un po’ più a lungo in apnea, perché, ancora per un po’ (finché la placenta non si stacca completamente dalla parete uterina) l’ossigeno arriva dal cordone, non c’è fretta, non c’è emergenza.

A questo punto, quando il cordone ha smesso di pulsare e il respiro è continuo e senza pause, si può decidere di chiudere e tagliare il cordone, oppure si può proseguire facendo il lotus birth, la nascita integrale (presto sarà disponibile un articolo a riguardo).

Intanto siamo stati adagiati sulla pancia di mamma, la nostra pelle è a contatto e veniamo invitati ad attaccarci al seno, per iniziare a nutrirci in un modo nuovo!
Riceviamo tante coccole e non c’è fretta, c’è tutto il tempo del mondo per goderci questo momento, noi e i nostri genitori.

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